Un tormentone di fine estate
Il giornalismo italiano ci ha abituato ai tormentoni: d'estate ci sono quelli che si schiantano giù per le montagne, ci sono quelli che stanno in coda sulle autostrade, quelli che sugli asfalti nazionali ci muoiono, ecc. ecc.
Tutto già visto e già sentito, ma ogni volta, come se soffrissimo di una patologia cara a Oliver Sacks (magari una bella sindrome di Korsakoff), il tutto ci viene riproposto come la grande novità, il grande scandalo. Insomma: una roba da rincoglioniti, per dirla in francese.
Tra i tormentoni di fine estate c'è quello del rincaro dei libri scolastici. Sono sensibile all'argomento, ovviamente, per il mio (nuovo) lavoro.
Quando vivevo nella farmaceutica, allora c'era tutto un mondo (cieco) che andava contro la farmaceutica ("a prescindere", come direbbe Totò). Mo' che son qui mi tocca questo.
Ma andiamo a vedere cosa scrivono di bello i miei "colleghi" giornalisti: si parte con una notizia datata (non seguo, in questa breve esposizione, un ordine strettamente cronologico): la Repubblica, l'11 luglio esce con un Libri di testo sempre più cari fino a 500 euro per l'intera lista; a fronte di questo (e altri) allarmi si scatena il monitoraggio dell'antitrust (agenzie ANSA del 21 agosto) e, ancora la Repubblica con un Scuola, caro-libri nel mirino Antitrust via ai controlli a tappeto della Finanza, e il Corriere della Sera: L'antitrust e la scuola: verifiche sui prezzi dei libri. Solo Il Sole 24 Ore ha un atteggiamento più equilibrato e un po' meno da caccia alla streghe e, seppure denunci in qualche modo il fatto (Soluzione fai-da-te al carolibri), arriva, con un articolo degno di un giornalista che abbia veramente voglia di fare il proprio mestiere, a dire le cose come stanno (Demagogia da primo giorno di scuola), soprattutto in relazione al prezzo dei libri, che sono fissato NON ora a settembre, ma già a gennaio. Quindi l'on. Gelmini avrebbe potuto (far) controllare i prezzi, senza tanto dispiegamento di forze, sin dal primo giorno del suo insediamento come ministro. Come se non bastasse, il primo settembre ci si mette anche il Codacons!
Per concludere riporto qui di seguito il commento del mio collega Roberto:
In questi giorni di continui articoli sul caro-libri, vi invito a leggere l'indagine ISPO in allegato.
Non sarebbe male che i giornalisti (come quelli di Repubblica, per esempio, che scrivono che i libri di testo sono aumentati del 40% copiando le affermazioni riportate sul sito MDC Junior che pubblica un dossier pseudostatistico di Rosy Battaglia) imparassero almeno il concetto di media artimetica prima di ottenere l'abilitazione all'albo... Se poi, presi dall'entusiasmo, imparassero anche il concetto di varianza, la difesa dei consumatori ne guadagnerebbe molto.
ciao
Roberto
