De humani corporis fabrica

Amare i libri significa anche seguirne la storia. Una storia che si sdoppia, in quanto storia di quella pubblicazione: fortuna, impatto, importanza. Ma anche storia del vero e proprio oggetto-libro: le sue vicissitudini e peripezie, a quali e quante persone o biblioteche è appartenuto, com'è stato conservato, com'è arrivato a noi, ecc.

E per i libri antichi questo è ancora più vero. Sono riflessioni ovvie, le mie. Dettate, più che altro, dall'aver avuto a che fare con queste storie e, in qualche modo, esserne venuto a conoscenza. Penso espressamente al fortuito rinvenimento, a metà Ottocento, di una edizione del Canzoniere del Petrarca postillata da Galileo Galilei. Penso al brivido che mi ha dato avere per le mani una copia originale (delle 550 stampate) del Sidereus Nuncius che, fra qualche giorno, compie 400 anni tondi tondi. O, sempre nella stessa occasione (scattare foto alle loro pagine per la copertina del mio libro), avere per le mani la seconda edizione (1566, la prima è del 1543) del De revolutionibus orbium coelestium, di Copernico.
Aprire questa "porta" del collezionismo o/e dal luogo a questa "idea" di possesso (che di possesso non è: semmai siamo noi esseri umani che veniamo "collezionati" da questi libri, la cui durata e sopravvivenza va, per fortuna, ben oltre le nostre singole esistenze) significa semplicemente essere ricchi.
Una copia originale del De humani corporis fabrica di Vesalio - trattato cinquecentesco di anatomia, stampato nella sua prima edizione lo stesso anno del De revolutionibus orbium coelestium - giunto in buone condizioni fino a noi per le copie che rimangono, significa poter spendere all'incirca 260mila euro. Allora è necessario ripiegare su quello che la "moderna tecnologia" mette a disposizione: copie anastatiche o in facsimile di quegli stessi oggetti, rientrando sotto il programmatico ombrello di quella che Walter Benjamin in un agile e molto
istruttivo volumetto di qualche anno fa, chiama L'opera d'arte nell'epoca della sua riproducibilità tecnica. Ma nonostante tutto anche questi libri, che sono solo copie, hanno una loro storia o cominciano ad averla. Dico questo perché ho fatto una pazzia e ho qui di fronte a me la copia anastatica proprio del De humani corporis fabrica del Vesalio. Una riproduzione in facsimile del 1964 che arriva da Bruxelles, che ho trovato grazie a Maremagnum, stampata in occasione dei 400 anni dalla morte e dei 450 dalla nascita del medico-anatomista fiammingo che studiò a Padova, acquistata presso lo Studio Bibliografico Benacense.
La copia è ben conservata e c'è di che essere soddisfatti, anche nella considerazione che il volume pur pagato molto (perché pensiamo ai libri) sta ben sotto i 200 euro. E, posso assicurare, li vale tutti.

 

 

Tra l'altro,

guarda un po' qua: http://www.ibs.it/code/9788845914249/colonna-francesco/hypnerotomachia-poliphili-rist.html
Se ti saltasse in testa di comprarlo, mi autoinvito da te per ammirarlo!
E' davvero un libro stupendo... Ed era il protagonista del thriller "Il codice del quattro" di Caldwell e Thomason.

A poi!
Luigi

vesalio

Stupendo! Non vedo l'ora di vederlo: ne conosco vari pezzi, varie figure, ma mai l'ho avuto sott'occhio tutto intero! È davvero un favoloso esempio di arte e scienza in collaborazione. Buona lettura!
Alessandra

Che meraviglia!

Congratulazioni, Luciano! Ricordo quando ne parlasti, il tuo entusiasmo era palese. E concordo: insieme a (non molti) altri libri antichi è tra le più emozionanti opere dell'ingegno di tutti i tempi... E' un vero piacere leggere questo post e complimentarmi per questo tuo ultimo acquisto - quasi come se l'avessi fatto io!
Bene, bravo, bis (magari non troppo presto, a meno che tu non te lo possa permettere)!

A presto,
Luigi P.

grazie Luigi

Ciao Luigi. Grazie per aver commentato questo post in maniera così "calorosa". Devo dire che con te - come con altri amici/amiche - sfondo un po' una porta aperta perché alla fine condividiamo un po' tutti questo "culto" dell'oggetto libro. Insomma: con voi è facile, ma ti assicuro che c'è anche chi guarda strano per una dichiarazione come la mia...

A presto, L.

Il fatto è, caro Luciano...

...che certe notizie mi "esaltano": cose così belle, passioni così viscerali benchè inspiegabili ai più mi incuriosiscono, sono potenziali capitoli del mio personalissimo ed interiore reparto "Storie"; è bizzarro, lo so, ma sapere che uno come te (avendoti conosciuto) può aver pensato, educato una passione ed infine averne coronato un (uno solo, certo, di tanti che verranno!) episodio accogliendo tra le mani un oggetto con una tale storia, per la mia mente è già sufficiente sceneggiatura. Nella mia testa c'è un'infinità di sceneggiature, devi sapere.
E poi, nel mio piccolo, ti capisco: la casetta dove io e la mia bella viviamo e piena di libri, tra cui volumi (più o meno) d'epoca - incluso un diario di memorie vergato a mano da tal Salvatore Mondello, nel "millottocentottantaquattro"...
Per non parlare della mia venerazione per testi come, che so, l'Hypnerotomachia Poliphili, o l' Amphitheatrum Sapientiae Aeternae del Khunrath. Quindi, credi se ti dico che sono contento per te come il regalo me lo fossi fatto io...
A presto!
Luigi P.

Nonno Euclide

Fantastico Lu.... non dimenticare che colui che ti donò uno dei tuoi primi libri d'epoca sono io! Copia autografata niente meno che dal Nonno Euclide, ricordi? A presto, David

come potrei

Caro David,

come potrei dimenticare uno dei libri più "preziosi" della mia biblioteca? :-) A presto! L.

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